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	<title>Blog Lombardia Beni Culturali</title>
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	<description>Blog del portale Lombardia Beni Culturali: articoli e segnalazioni della redazione.</description>
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		<title>La collezione di netsuke Lanfranchi del Museo Poldi Pezzoli</title>
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		<comments>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1195/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 17:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Gigante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Giacinto Ubaldo Lanfranchi]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Poldi Pezzoli]]></category>
		<category><![CDATA[opere e oggetti d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[sculture]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno sguardo sulla collezione di sculture giapponesi in miniatura (netsuke), appartenute a Giacinto Ubaldo Lanfranchi. La collezione è conservata dal Museo Poldi Pezzoli di Milano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I netsuke sono piccole sculture tipiche giapponesi, caratterizzate da elevata qualità artistica.<br />
Sono realizzati in avorio o legno ma a volte in osso, corno – anche di rinoceronte –, lacca, porcellana e metalli.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00339/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00339.jpg' alt='Shusei, Pescatore, met&agrave; sec. XIX' title='Shusei, Pescatore, met&agrave; sec. XIX' width='555px' height='512px' /></a></p>
<p class="mute">Shusei, Pescatore, metà sec. XIX<br />Statuetta, in avorio alta 30 cm, raffigurante un pescatore in piedi su una lingua di rocce su cui è posata la rete da pesca. Di elevatissima qualità scultorea si può datare alla metà del XIX secolo, durante il regno dell&#8217;imperatore Meiji (1868-1912). Il personaggio ha una borsa, appesa alla cintura, con netsuke.</p>
<p>L&#8217;inizio della diffusione dei netsuke in Giappone risale al XVII secolo insieme a contenitori di tabacco da fumo, monete, medicine, profumi che venivano legati alla cintura, sebbene le loro origini vadano individuate in Cina in epoche anteriori – come strumento per legare alla cintura il proprio sigillo personale –.<br />
Gli abiti tradizionali giapponesi (kimono) non sono infatti dotati di tasche; era per ciò in uso di appendere alla cintura di seta (obi) dei contenitori (inro) legati con un cordoncino (himo) stretto da un anello (ojime) e sostenuto appunto, per evitare che scivolasse via, da un fermaglio, chiamato netsuke.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00038/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00038.jpg' alt='Leone buddista (shishi), sec. XVIII' title='Leone buddista (shishi), sec. XVIII' width="555px" height="400px" /></a></p>
<p class="mute">Leone buddista (shishi), sec. XVIII<br />La sua antichità è testimoniata dall&#8217;intaglio secco e vivace e dalla scelta del basamento triangolare che richiama i sigilli. La scelta dell&#8217;animale fantastico rimanda al significato apotropaico dei netsuke oggetto a strettissimo contatto con le persona che lo sceglieva e che spesso ne sfregava la superficie.</p>
<p>A partire dalla seconda metà del Settecento, i netsuke si trasformano in sculture tridimensionali figurate, in vere e proprie opere d&#8217;arte e, dopo l&#8217;adozione in Giappone degli abiti occidentali, persa la loro funzione, i netsuke continuano a essere prodotti come oggetti artistici per il mercato collezionistico.<br />
Con la partecipazione del Giappone alle Esposizioni Universali di Parigi nel 1867 e di Vienna nel 1873, le arti e i manufatti giapponesi diventano di moda in occidente, e i netsuke iniziano a ricevere grande attenzione e interesse anche da parte dei collezionisti europei e americani.</p>
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<div class="left"><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00013/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00013.jpg' alt='Olandese con bambino in braccio, sec. XVIII' title='Olandese con bambino in braccio, sec. XVIII' width='270px' height='400px'  /></a>
<p class="mute">Olandese con bambino in braccio, sec. XVIII<br />L&#8217;abbigliamento e i caratteri fisiognomici occidentali testimoniano la travagliata presenza in Giappone degli europei iniziata, verso la metà del XVI secolo, con l&#8217;arrivo dei portoghesi, degli spagnoli e degli olandesi. Il governo giapponese si dimostrò tollerante con gli stranieri per alcuni decenni, fino a quando, per timore dell&#8217;invadenza del cristianesimo, i cristiani furono tutti espulsi. Fu consentito solo agli olandesi protestanti di risiedere presso Nagasaki, per svolgere i propri traffici commerciali.</p>
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<div class="right"><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00040/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00040.jpg' alt='Piet&agrave;, secc. XVI-XVII' title='Piet&agrave;, secc. XVI-XVII' width='270px' height='400px' /></a>
<p class="mute">Pietà, secc. XVI-XVII<br />Dotato di fori sul retro che lo trasformano in netsuke. Potrebbe essere stato usato come netsuke solo nei primi decenni del XVII secolo. In seguito le dure leggi contro il cristianesimo, emanate dal governo giapponese, proibirono l&#8217;esposizione e il possesso di simboli della religione cattolica.</p>
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<p>Gli studi più recenti hanno permesso di risalire alle fonti iconografiche dei soggetti più diffusi, rintracciabili tra le incisioni e in repertori utilizzati dagli stessi artigiani.<br />
Sono raffigurati storie, miti e leggende, divinità della tradizione dell&#8217;estremo oriente, animali dello zodiaco, micropaesaggi spesso raccolti all&#8217;interno delle valve di un mollusco, aspetti della vita quotidiana del popolo giapponese quali oggetti e attività ludiche.</p>
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<div class="left"><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00021/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00021.jpg' alt='Immortale taoista con scimmia (sennin), sec. XVIII' title='Immortale taoista con scimmia (sennin), sec. XVIII' width='270px' height='400px'/></a>
<p class="mute">Immortale taoista con scimmia (sennin), sec. XVIII<br />Raffigurato secondo i canoni più usuali della iconografia di derivazione cinese.</p>
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<div class="right"><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00055/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00055.jpg' alt='Personaggio fantastico (Tenaga), sec XIX' title='Personaggio fantastico (Tenaga), sec XIX' width='270px' height='400px'/></a>
<p class="mute">Personaggio fantastico (Tenaga), sec XIX</p>
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<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00030/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00030.jpg' alt='Divinit&agrave; dell’estremo oriente (Daruma), sec. XIX' title='Divinit&agrave; dell’estremo oriente (Daruma), sec. XIX'  width='555px' height='400px'  /></a></p>
<p class="mute" style="margin-bottom: 1.5em">Divinità dell&#8217;estremo oriente (Daruma), sec. XIX</p>
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<div class="left"><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00033/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00033.jpg' alt='Komin, Shojo, met&agrave; sec. XIX' title='Komin, Shojo, met&agrave; sec. XIX' width='270px' height='400px' /></a>
<p class="mute">Komin, Shojo, metà sec. XIX<br />Personaggio mascherato del Teatro No: pezzo notevole per la laccatura policroma.</p>
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<div class="right"><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00335/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00335.jpg' alt='Paesaggio all&#039;interno di una conchiglia, sec. XIX' title='Paesaggio all&#039;interno di una conchiglia, sec. XIX' width='270px' height='400px' /></a>
<p class="mute">Paesaggio all&#8217;interno di una conchiglia, sec. XIX</p>
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<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00073/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00073.jpg' alt='Tigre su bamb&ugrave;, secc. XVIII-XIX ' title='Tigre su bamb&ugrave;, secc. XVIII-XIX' width='555px' height='400px'  /></a></p>
<p class="mute">Tigre su bambù, secc. XVIII-XIX<br />Animali dello zodiaco. Gli artisti giapponesi raffiguravano la tigre basandosi prevalentemente su dipinti cinesi o loro copie realizzate in Giappone; in molti casi quindi le immagini dell&#8217;animale risultano caricaturali e poco realistiche.</p>
<p>La collezione di netsuke di Giacinto Ubaldo Lanfranchi, legata per testamento al Museo Poldi Pezzoli nel 2005 dalla vedova Maria Taglietti, è composta da oltre 415 oggetti caratterizzati da un&#8217;incredibile varietà di temi. La raccolta è stata probabilmente iniziata per affinità di materiali e funzioni d&#8217;uso di queste antiche sculture giapponesi con i bottoni in &#8220;avorio vegetale&#8221; prodotti dalla fabbrica di famiglia. La fabbrica Lanfranchi – fondata nella seconda metà del XIX secolo a Palazzolo sull&#8217;Oglio – inizialmente produceva infatti bottoni in corozo (semi di palme dell&#8217;America del sud, di colore bianco e molto compatti, detti anche &#8220;avorio vegetale&#8221;).<br />
Il Lanfranchi si è dedicato per tutta la vita oltre che alla cura dell&#8217;azienda di famiglia, ad interessi umanistici e storici, al collezionismo di libri antichi e di antiche carte geografiche, donati poi alla Biblioteca di Palazzolo sull&#8217;Oglio.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2o090-00072/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2011/03/2o090-00072.jpg' alt='Cachi, sec. XIX' title='Cachi, sec. XIX' width='555px' height='400px'   /></a></p>
<p class="mute">Cachi, sec. XIX</p>
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		<title>Le Raccolte d&#8217;Arte dell&#8217;Ospedale Maggiore di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 14:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rita Gigante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[opere e oggetti d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedale Maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Raccolte d'Arte dell’Ospedale Maggiore di Milano costituiscono un esempio significativo della rilevanza culturale e delle caratteristiche di formazione delle collezioni ospedaliere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Lombardia dal 2007 ha avviato un programma di catalogazione e valorizzazione delle proprie collezioni d’arte e di quelle degli enti sanitari appartenenti al Sistema Regionale, conservate presso le sedi regionali e ospedaliere o depositate presso i musei lombardi.</p>
<p><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/001.jpg' alt='Emilio Longoni, Capinere, 1884, olio su tela' title='Emilio Longoni, Capinere, 1884, olio su tela' /></p>
<p class="mute">Emilio Longoni, <em>Capinere</em>, 1884, olio su tela</p>
<p>Le Raccolte d&#8217;Arte dell’Ospedale Maggiore di Milano costituiscono un esempio significativo della rilevanza culturale e delle caratteristiche di formazione delle collezioni ospedaliere.<br />
Sono infatti composte da dipinti, sculture, arredi, vasi di farmacia, suppellettili ecclesiastiche e paramenti liturgici commissionati, acquistati o pervenuti attraverso lasciti e donazioni, dal 1456 anno di fondazione dell’Ospedale ad oggi, per un totale di oltre 2400 beni.<br />
Viene pubblicato il <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/percorsi/12/">catalogo aggiornato delle Raccolte d’Arte</a> realizzato dalla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, con proprie risorse, già a partire dal 2001.</p>
<div class='stripe'><a href='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/002.jpg' rel='lytebox[1]' title='Orciuolo in maiolica realizzati da Giovanni e Carlo Ciano, Giuseppe Cadamosti, sec. XVIII prima met&agrave;'><img alt="Orciuolo in maiolica realizzati da Giovanni e Carlo Ciano, Giuseppe Cadamosti, sec. XVIII prima met&agrave;" src="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/002-s.jpg" /></a> <a href='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/003.jpg' rel='lytebox[1]' title='Alberello in maiolica realizzato da Giovanni e Carlo Ciano, Giuseppe Cadamosti, sec. XVIII prima met&agrave;'><img alt="Alberello in maiolica realizzato da Giovanni e Carlo Ciano, Giuseppe Cadamosti, sec. XVIII prima met&agrave;" src="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/003-s.jpg" /></a> <a href='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/004.jpg' rel='lytebox[1]' title='Armadio in legno di noce dipinto, manifattura lombarda, sec. XVII'><img alt="Armadio in legno di noce dipinto, manifattura lombarda, sec. XVII" src="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/004-s.jpg" /></a> <a href='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/005.jpg' rel='lytebox[1]' title='Paravento in legno laccato e cuoio, manifattura orientale, sec. XX prima met&agrave;'><img alt="Paravento in legno laccato e cuoio, manifattura orientale, sec. XX prima met&agrave;" src="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/005-s.jpg" /></a>
</div>
<p>Tra i dipinti si segnala la presenza dei principali artisti operanti non solo in Lombardia dal XV secolo in poi: Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Tintoretto, Bernardo Strozzi, Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone, Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, Anton Francesco Biondi, Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Domenico e Gerolamo Induno, Cesare Tallone, Giovanni Segantini, Emilio Longoni, Gaetano Previati, Angelo Morbelli, Mario Sironi, Raffaele De Grada, Massimo Campigli, Emilio Tadini.</p>
<p><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/006.jpg' alt='Ferdinand Jacob Voet, Ritratto di Luigi Parravicini, 1650, olio su tela' title='Ferdinand Jacob Voet, Ritratto di Luigi Parravicini, 1650, olio su tela' /></p>
<p class="mute">Ferdinand Jacob Voet, <em>Ritratto di Luigi Parravicini</em>, 1650, olio su tela</p>
<p><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/007.jpg' alt='Salomon Adler, Ritratto di Giovanni Antonio Moneta 1677, olio su tela' title='Salomon Adler, Ritratto di Giovanni Antonio Moneta 1677, olio su tela' /></p>
<p class="mute">Salomon Adler, <em>Ritratto di Giovanni Antonio Moneta</em> 1677, olio su tela</p>
<p>Il tema iconografico più ricorrente è quello del ritratto a mezza figura o a figura intera, ambientato o in esterno.<br />
Sono effigiati, spesso con grande attenzione fisionomica, i benefattori e le benefattrici che nel corso del tempo hanno lasciato all’Ospedale i propri beni in segno di riconoscenza.<br />
Questa galleria di personalità, classi sociali, vicende umane e professionali consente un viaggio fra contesti storici, trasformazioni urbanistiche, stili e arredi, costumi e mode degli ultimi cinque secoli.</p>
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<div class='left'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/008.jpg' alt='Carlo Picozzi, Ritratto di Giovanni Valtorta, 1849, olio su tela.' title='Carlo Picozzi, Ritratto di Giovanni Valtorta, 1849, olio su tela.' />
<p class="mute">Carlo Picozzi, <em>Ritratto di Giovanni Valtorta</em>, 1849, olio su tela.<br />
In questo dipinto è raffigurato l’ex droghiere Valtorta generoso benefattore dell’Ospedale in un&#8217;elegante redingote davanti ad un&#8217;edicola votiva. Alle sue spalle la scena del trasporto di un malato. Sullo sfondo si intravede la sagoma del Duomo di Milano.</p>
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<img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/009.jpg' alt='Carlo Carr&agrave;, Ritratto di Giovanni Ballerio, 1928, olio su tela' title='Carlo Carr&agrave;, Ritratto di Giovanni Ballerio, 1928, olio su tela' />
<p class="mute">Carlo Carrà, <em>Ritratto di Giovanni Ballerio</em>, 1928, olio su tela.<br />
Il dottor Giovanni Ballerio (Firenze, 1988 &#8211; Gorizia, 1917) si laurea in medicina presso l&#8217;Università di Pavia nel 1914 ed entra all&#8217;Ospedale Maggiore come medico chirurgo supplente. Muore eroicamente mentre si trova come tenente medico sul fronte di Gorizia. Il quadro è realizzato utilizzando una fotografia del Ballerio che lo ritrae in un momento di riposo al fronte. Il dipinto è uno dei rarissimi ritratti eseguiti da Carrà su commissione.
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<div class='left'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/010.jpg' alt='Emilio Magistretti, Ritratto di Antonio Valerio, 1900, olio su tela' title='Emilio Magistretti, Ritratto di Antonio Valerio, 1900, olio su tela' />
<p class="mute">Emilio Magistretti, <em>Ritratto di Antonio Valerio</em>, 1900, olio su tela.<br />
Il ritratto è ambientato all&#8217;interno del Duomo di Milano per evidenziare la religiosità del notaio raffigurato.</p>
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<img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/011.jpg' alt='Leonardo Bazzaro, Ritratto di Teresa e Maria Ceriani, 1907, olio su tela' title='Leonardo Bazzaro, Ritratto di Teresa e Maria Ceriani, 1907, olio su tela' />
<p class="mute">Leonardo Bazzaro, <em>Ritratto di Teresa e Maria Ceriani</em>, 1907, olio su tela.<br />
Ritratto commemorativo di due sorelle eseguito utilizzando l’espediente del &#8216;quadro nel quadro&#8217;.</p>
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<p>I dipinti, spesso commissionati ad artisti esplicitamente indicati nelle disposizioni testamentarie del benefattore, erano sottoposti all’approvazione della Commissione Artistica e al Consiglio dell’Ospedale che potevano anche respingerli.</p>
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<img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/012.jpg' alt='Umberto Lilloni, Ritratto di Sofia Gervasini, 1931, olio su tela' title='Umberto Lilloni, Ritratto di Sofia Gervasini, 1931, olio su tela' /></div>
<div class="right"><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/013.jpg' alt='Umberto Lilloni, Ritratto di Sofia Gervasini, 1931, olio su tela' title='Umberto Lilloni, Ritratto di Sofia Gervasini, 1931, olio su tela' /></div>
</div>
<p class="mute">Umberto Lilloni, <em>Ritratti di Sofia Gervasini</em>, 1931, olio su tela.<br />
Il primo dipinto, ricavato da una fotografia della benefattrice scattata durante una vacanza in Liguria, è rifiutato dagli eredi e dal Consiglio Ospedaliero che lo giudica non adeguato alla linea artistica della raccolta dell’Istituto. Viene subito commissionato un secondo ritratto all’artista che lo esegue ispirandosi alla stessa fotografia.</p>
<p>I ritratti dei benefattori più generosi erano esposti durante la Festa del Perdono che si teneva annualmente il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, in cui veniva concessa l’indulgenza plenaria a chi faceva visita alla Cappella dell’Ospedale e venivano raccolti i fondi per la costruzione e l’ampliamento dei padiglioni.</p>
<p><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/014.jpg' alt='Angelo Inganni, Ritratto di Giuseppe Colli, 1863, olio su tela' title='Angelo Inganni, Ritratto di Giuseppe Colli, 1863, olio su tela' /></p>
<p class="mute">Angelo Inganni, Ritratto di Giuseppe Colli, 1863, olio su tela.<br />
Il dipinto ritrae la stesura del testamento da parte del benefattore. Nel dipinto appeso alla parete è rappresentata la Festa del Perdono con l&#8217;esposizione dei ritratti sotto il portico dell’Ospedale.</p>
<p>Tra il XIX e il XX secolo, i ritratti raffigurano frequentemente la borghesia urbana, imprenditoriale e finanziaria e costituiscono un’interessante testimonianza di quanto la storia dell’Ospedale sia strettamente legata alla storia cittadina e lombarda.</p>
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<img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/015.jpg' alt='Leonardo Dudreville. Ritratto di Davide Campari, 1937, olio su tela' title='Leonardo Dudreville. Ritratto di Davide Campari, 1937, olio su tela' />
<p class="mute">Leonardo Dudreville. <em>Ritratto di Davide Campari</em>, 1937, olio su tela.<br />
Davide Campari specializzato in tecnica della liquoreria a Bordeaux e in tecnica amministrativa a Parigi succede al padre nella direzione della società produttrice del Bitter Campari. Nel 1905 fonda un grande stabilimento a Sesto S. Giovanni, un celebre negozio con ristorante in Galleria a Milano, filiali a Parigi, Lugano e rappresentanze in Brasile, in Argentina e negli Stati Uniti.</p>
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<div class="right"><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/016.jpg' alt='Felice Casorati, Ritratto di Carlo Sacco e Carolina Cerutti, 1927-1928' title='Felice Casorati, Ritratto di Carlo Sacco e Carolina Cerutti, 1927-1928' />
<p class="mute">Felice Casorati, <em>Ritratto di Carlo Sacco e Carolina Cerutti</em>, 1927-1928.<br />
Carlo Sacco facoltoso commerciante di filari di cotone e la moglie Carolina Cerutti (Biella, 1847 &#8211; Milano, 1914) sua collaboratrice nella gestione della Ditta Lombardini e Sacco sono raffigurati davanti a una finestra oltre la quale si scorge il portico dell’Ospedale Maggiore. Il carattere, la posa e l’abbigliamento delle figure riprende una fotografia esistente dei due coniugi.</p>
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<p>Si segnala un nucleo omogeneo di dipinti realizzato da Giuseppe Palanti (1881-1946), artista eclettico, allievo, presso la Scuola di pittura dell’Accademia di Brera, di Tallone, Mentessi, Bignami e Pogliaghi. Palanti si occupa anche di arti decorative (disegni per stoffe, ceramiche, vetrate, ferri battuti, oggetti in metallo, mobili), e di grafica (cartelloni e copertine di libri), e realizza figurini e scenografie per il Teatro alla Scala. Negli anni ’10 realizza, come architetto e urbanista, la &#8220;città-giardino&#8221; Milano Marittima.</p>
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<div class="left"><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/017b.jpg' alt='Giuseppe Palanti, Ritratto di Dante Tomasini, 1942, olio su tela' title='Giuseppe Palanti, Ritratto di Dante Tomasini, 1942, olio su tela' />
<p class="mute">Giuseppe Palanti, <em>Ritratto di Dante Tomasini</em>, 1942, olio su tela</p>
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<div class="right"><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/017c.jpg' alt='Giuseppe Palanti, Ritratto di Graziosa Torriani Tomasini, 1942, olio su tela' title='Giuseppe Palanti, Ritratto di Graziosa Torriani Tomasini, 1942, olio su tela' />
<p class="mute">Giuseppe Palanti, <em>Ritratto di Graziosa Torriani Tomasini</em>, 1942, olio su tela</p>
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</div>
<p class="mute">I dipinti vengono donati all’Ospedale Maggiore direttamente dai coniugi Tomasini. Il ritratto maschile è eseguito dal vivo, con una ambientazione molto semplice, concentrato sulla realtà psicologica e sociale del personaggio. In quello femminile nella posa teatrale viene descritta la morbidezza della pelliccia e dei tessuti.</p>
<p><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/017.jpg' alt='Giuseppe Palanti, Ritratto di Amilcare Beretta, 1943, olio su tela' title='Giuseppe Palanti, Ritratto di Amilcare Beretta, 1943, olio su tela' /></p>
<p class="mute"> Giuseppe Palanti, <em>Ritratto di Amilcare Beretta</em>, 1943, olio su tela.<br />
Il benefattore sceglie Palanti, suo conoscente, per l&#8217;esecuzione del proprio ritratto. L&#8217;interpretazione del personaggio si ispira all&#8217;iconografia di Mussolini.</p>
<p>Tra il 1936 e il 1943 Achille Alberti (1860-1943) scultore milanese formatosi all’Accademia di Brera dona all’Ospedale Maggiore di Milano la sua raccolta di oltre 60 sculture &#8211; statue, busti e qualche gruppo scultoreo realizzati in bronzo, marmo e gesso – già presentate, con un buon riscontro di critica e di pubblico, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento in mostre e esposizioni in Italia e all’estero.<br />
I nuclei più omogenei a livello iconografico sono costituiti dalla serie di allegorie e personificazioni e da busti e ritratti femminili di grande suggestione.</p>
<div class='stripe'>
<a href='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/018.jpg' rel='lytebox[2]' title='Allegoria dell’Ignavia, 1891, bronzo'><img src="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/018-s.jpg" alt="Allegoria dell’Ignavia, 1891, bronzo" /></a> <a href='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/019.jpg' rel='lytebox[2]' title='Allegoria dell’Armonia, 1932, bronzo'><img src="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/019-s.jpg" alt="Allegoria dell’Armonia, 1932" /></a> <a href="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/020.jpg" rel="lytebox[2]" title="Allegoria dell'Invidia, 1897, marmo"><img src="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/020-s.jpg" alt="Allegoria dell’Invidia, 1897, marmo" /></a> <a href="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/021.jpg" rel="lytebox[2]" title="Donna lombarda, 1930, marmo"><img src="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/021-s.jpg" alt="Donna lombarda, 1930, marmo" /></a> <a href="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/022.jpg" rel="lytebox[2]" title="Primo amore, 1902-1936, bronzo"><img src="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2010/04/022-s.jpg" alt="Primo amore, 1902-1936, bronzo" /></a>
</div>
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		<title>Coroplastica italiota</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 18:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio Almini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche]]></category>
		<category><![CDATA[coroplastica]]></category>
		<category><![CDATA[Magna Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[reperti archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[terracotta]]></category>

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		<description><![CDATA[Coroplastica è l’arte della terracotta, italiota è l'attributo degli antichi coloni della Magna Grecia. Un campione di oggetti conservati presso le Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche di Milano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/reperti-archeologici/classi/98/">Coroplastica italiota</a> è una classe della sezione <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/reperti-archeologici/">Reperti archeologici</a>, accanto alla etrusca, greca, preromana, romana e alla coroplastica tipologica (votiva, architettonica). Per coroplastica si intende l&#8217;arte della terracotta. Italiota è l&#8217;attributo dei coloni greci trapiantatisi in epoca antica nell&#8217;Italia meridionale.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/reperti-archeologici/schede/G0200-00084/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/G0200-00084.jpg' alt='Figura femminile entro tempietto - produzione magno-greca' title='Figura femminile entro tempietto - produzione magno-greca' /></a><br />
<em>Figura femminile entro tempietto</em>.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/reperti-archeologici/schede/G0200-00031/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/G0200-00031.jpg' alt='Figura teratomorfa - produzione magno-greca' title='Figura teratomorfa - produzione magno-greca' /></a><br />
<em>Essere mostruoso con corpo di pesce e testa di grifo</em>.</p>
<p>Tra gli esemplari catalogati nel portale Lombardia Beni Culturali si è scelto un campione di terrecotte di ambito magno-greco. Le tecniche rappresentate sono quelle della argilla a stampo e della argilla depurata a matrice. Si tratta di oggetti dalle misure modeste, tra i dieci e i venti centimetri, e di datazione piuttosto ampia: tra la metà del VI e il III secolo avanti Cristo. Sono conservati presso le <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/reperti-archeologici/istituti/20/">Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche</a> di Milano, che ha provveduto anche alle descrizioni catalografiche.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/reperti-archeologici/schede/G0130-00033/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/G0130-00033.jpg' alt='Athena Lindia - ambito magno-greco ' title='Athena Lindia - ambito magno-greco ' /></a></p>
<p class="b-caption"><em>Athena Lindia</em>. Statuetta femminile raffigurante la dea in trono, senza braccia; la dea indossa un alto <em>polos</em> cilindrico liscio e una tunica lunga, liscia, a scollo diritto; sfoggia un pettorale composto di un unico filo con tre pendenti, due sferici e uno piriforme, fissato alle spalle mediante due grosse fibule circolari. Il volto è ovale, con naso grosso e occhi sporgenti; i capelli sono disposti sulla fronte in un rotolo rigonfio, ai lati cadono lunghi sulla schiena.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/reperti-archeologici/schede/G0130-00037/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/G0130-00037.jpg' alt='Banchettante imberbe - ambito magno-greco' title='Banchettante imberbe - ambito magno-greco' /></a></p>
<p class="b-caption"><em>Testina maschile imberbe di banchettante</em>. Ha il capo cinto da una benda e da una <em>stephane</em> a cercine, decorata con una rosetta sul lato destro; la capigliatura è resa con piccole ciocche filiformi, divise al centro della fronte e arrotolate sotto la benda davanti alle orecchie. Il volto è un ovale massiccio, con occhi allungati a palpebre tubolari, naso grosso e labbra carnose chiuse.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/reperti-archeologici/schede/G0200-00091/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/G0200-00091.jpg' alt='Figura femminile - produzione magno-greca' title='Figura femminile - produzione magno-greca' /></a></p>
<p class="b-caption"><em>Figura femminile stante</em>. Indossa un lungo chitone senza maniche, con lungo <em>apoptygma</em>; la gamba destra tesa è avanzata, la sinistra arretrata. Le braccia sono portate in avanti. È  dotata di collo taurino e tratti del viso grossolani; i capelli sono raccolti in uno chignon.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/reperti-archeologici/schede/G0200-00076/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/G0200-00076.jpg' alt='Statuetta - produzione magno-greca ' title='Statuetta - produzione magno-greca ' /></a></p>
<p class="b-caption"><em>Nascita di Afrodite</em>. La dea è inginocchiata, alle sue spalle si apre una grande conchiglia. La testa, leggermente inclinata a destra, è incoronata una <em>stephane</em> di foglie e sormontata da un copricapo apicato. La statuetta è collocata su base modanata circolare.</p>
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		<title>Natura morta a Casalzuigno</title>
		<link>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1088/</link>
		<comments>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1088/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 14:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio Almini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Casalzuigno]]></category>
		<category><![CDATA[natura morta]]></category>
		<category><![CDATA[opere e oggetti d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Della Porta Bozzolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pitture di natura morta del Seicento e del Settecento, conservate nelle raccolte di Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno, provincia di Varese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella &#8220;tematica&#8221; è una delle possibilità di ricerca offerte dalla sezione <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/">Opere e oggetti d&#8217;arte</a> nel portale Lombardia Beni Culturali. Il &#8220;tema&#8221; è un punto di accesso trasversale a una o più raccolte catalografiche.</p>
<p>L&#8217;esempio che qui si presenta è la <em>natura morta</em> nelle raccolte di opere e oggetti d&#8217;arte della <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/istituti/92/">Villa Della Porta Bozzolo</a> di Casalzuigno. La natura morta è la pittura di oggetti, fiori, frutta, vivande, selvaggina; essa rappresenta, dal punto di vista storico, un genere del realismo nelle arti figurative. Le opere scelte per questa presentazione sono di ambito lombardo e databili tra la fine del XVII e il XVIII secolo.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2p100-00703/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/2p100-00703.jpg' alt='Natura morta con lepre e uccello - ambito lombardo' title='Natura morta con lepre e uccello - ambito lombardo' /></a><br />
<em>Natura morta con lepre e uccello</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2p100-00704/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/2p100-00704.jpg' alt='Natura morta con oca - ambito lombardo' title='Natura morta con oca - ambito lombardo' /></a><br />
<em>Natura morta con oca</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2p100-00691/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/2p100-00691.jpg' alt='Natura morta - ambito lombardo' title='Natura morta - ambito lombardo' /></a><br />
<em>Natura morta</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2p100-00692'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/2p100-00692.jpg' alt='Natura morta di verdura e frutta - ambito lombardo' title='Natura morta di verdura e frutta - ambito lombardo' /></a><br />
<em>Natura morta di verdura e frutta</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2p100-00716/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/2p100-00716.jpg' alt='Natura morta con frutta e fiori - ambito lombardo ' title='Natura morta con frutta e fiori - ambito lombardo ' /></a><br />
<em>Natura morta con frutta e fiori</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2p100-00718/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/2p100-00718.jpg' alt='Natura morta - ambito lombardo' title='Natura morta - ambito lombardo' /></a><br />
<em>Natura morta</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/2p100-00719/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/2p100-00719.jpg' alt='Natura morta - ambito lombardo' title='Natura morta - ambito lombardo' /></a><br />
<em>Natura morta</em></p>
<p>Nella pittura europea la natura morta si afferma a cominciare dal &#8216;400, attraverso la diffusione della cultura pittorica fiamminga. Ma è solo a cavallo di XVI e XVII secolo che la natura morta si impone davvero come genere autonomo, con il contributo fondamentale del Caravaggio e quindi dagli artisti olandesi.</p>
<p>Alla fine dell&#8217;Ottocento, il francese Cézanne inaugura una nuova interpretazione del tema della natura morta, libera dalla esatta rappresentazione delle cose e incentrata sui problemi di forma e colore, movimento e composizione. Al genere della natura morta rimangono fedeli anche celebri autori del Novecento come Giorgio Morandi.</p>
<p>Per ripercorrere l&#8217;evoluzione della natura morta provate a digitare &#8220;natura morta&#8221; nel campo &#8220;titolo&#8221; della sezione <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/">Opere e oggetti d&#8217;arte</a>, e a cliccare &#8220;cerca&#8221;.</p>
<p>Vedi anche il sito web della <a href="http://www.fondoambiente.it/beni/villa-della-porta-bozzolo.asp">Villa della Porta Bozzolo &#8211; Beni del FAI</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Descrivere un&#8217;immagine. Atti del seminario</title>
		<link>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1163/</link>
		<comments>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1163/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 18:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Codex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fotografie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seminari]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono disponibili gli atti di <em>Descrivere un’immagine: la soggettazione della fotografia</em>, incontro tenutosi a Milano presso Forma, Centro Internazionale di Fotografia, il 21 ottobre 2009.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono disponibili gli atti di <em>Descrivere un&#8217;immagine: la soggettazione della fotografia</em>, incontro tra gli operatori degli archivi fotografici in Lombardia, tenutosi a Milano presso Forma, Centro Internazionale di Fotografia, il 21 ottobre 2009.</p>
<p><strong>Introduzione:</strong></p>
<ul>
<li>
<p>Regione Lombardia<br />
Enzo Minervini, <em>Descrivere un&#8217;immagine: la soggettazione della fotografia. Proposte</em><br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Minervini-Regione_Lombardia.pdf">scarica PDF</a> (2.4 MB)
</li>
</ul>
<p><strong>Agenzie e archivi con finalità commerciali e d&#8217;informazione:</strong></p>
<ul>
<li>
<p>Fondazione Corriere della Sera, Milano (MI)<br />
Francesca Tramma, <em>Cronaca e immagine negli archivi fotografici di RCS Media Group: esperienze di catalogazione</em><br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Tramma-Fondazione_Corriere_Sera.pdf">scarica PDF &#8211; presentazione</a> (2.3 MB)<br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Tramma-Fondazione_Corriere_Sera-testo.pdf">scarica PDF &#8211; testo</a> (131.9 KB)</p>
</li>
<li>
<p>Alinari 24 ORE, Firenze (FI)<br />
Rita Scartoni, <em>La soggettazione negli Archivi Alinari: esperienze e metodologia</em><br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Scartoni-Alinari_24ORE.pdf">scarica PDF</a> (10 MB)</p>
</li>
</ul>
<p><strong>Archivi partecipanti al SIRBeC:</strong></p>
<ul>
<li>
<p>Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo (MI)<br />
Arianna Bianchi, <em>Paesaggio, territorio e architettura: il caso di Archivio dello Spazio</em><br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Bianchi-Museo_Fotografia_Contemporanea.pdf">scarica PDF</a> (5 MB)</p>
</li>
<li>
<p>Biblioteca Mediateca Gino Baratta, Mantova (MN)<br />
Francesca Paoletti, <em>Storia locale: Acquanegra sul Chiese nelle fotografie del Fondo Gianni Bosio</em><br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Paoletti-Biblioteca_Mediateca_Gino_Baratta.pdf">scarica PDF</a> (4.8 MB)</p>
</li>
<li>
<p>Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Milano (MI)<br />
Gianluca Perondi, <em>Ritratto e cronaca in un archivio personale: il Fondo Bottai</em><br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Perondi-Fondazione_Mondadori.pdf">scarica PDF</a> (2.1 MB)</p>
</li>
<li>
<p>Centro per la Cultura d&#8217;Impresa, Milano (MI)<br />
Maria Chiara Corazza, Laura Casone, <em>Fotografia industriale: il Fondo Edison</em><br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Corazza-Casone-Centro_Cultura_Impresa.pdf">scarica PDF</a> (7.4 MB)</p>
</li>
<li>
<p>Archivio del Lavoro, Sesto San Giovanni (MI)<br />
Maddalena Cerletti, <em>Cronaca e lotte operaie in un archivio sindacale: il fondo fotografico Silvestre Loconsolo</em><br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Cerletti-Archivio_Lavoro.pdf">scarica PDF</a> (1.7 MB)</p>
</li>
<li>
<p>Università degli Studi di Milano-Bicocca, Milano (MI)<br />
Marina Gnocchi, <em>La fotografia scientifica nei fondi del Museo di Storia Naturale di Milano</em><br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Gnocchi-Museo_Civico_Storia_Naturale.pdf">scarica PDF</a> (3.1 MB)</p>
</li>
<li>
<p>Fondazione Cineteca Italiana, Milano (MI)<br />
Roberto della Torre, Marcello Parisi, <em>La foto di scena cinematografica nei fondi fotografici della Cineteca Italiana</em><br />
<a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/fotografie/1/Della_Torre-Parisi-Fondazione_Cineteca_Italiana.pdf">scarica PDF</a> (799.8 KB)</p>
</li>
</ul>
<p>Vedi anche il <a href="http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1089/">programma</a> dell&#8217;incontro.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Croci astili</title>
		<link>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1120/</link>
		<comments>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1120/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 15:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio Almini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[arredi liturgici]]></category>
		<category><![CDATA[croce astile]]></category>
		<category><![CDATA[crocifisso]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Valtellinese di Storia ed Arte]]></category>
		<category><![CDATA[opere e oggetti d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Sondrio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Museo Valtellinese di Storia ed Arte di Sondrio sono conservate alcune croci di manifattura lombarda provenienti da paesi della provincia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/istituti/42/">Museo Valtellinese di Storia ed Arte</a> di Sondrio sono conservate alcune croci di manifattura lombarda provenienti da paesi della provincia. Sono schedate nella sezione Opere e oggetti d&#8217;arte, tipologia <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/tipologie/3/">Arredi liturgici</a>. Esse rappresentano un saggio degli stili dal romanico al barocco.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/40010-00257/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/40010-00257.jpg' alt='Crocifisso - Officina lombarda' title='Crocifisso - Officina lombarda' /></a></p>
<p class="b-caption"><em>(sec. XII, seconda metà; rame dorato e ferro inciso a bulino; altezza 27,5 cm)</em><br />
Croce astile ritrovata nel 1957 in una nicchia murata della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo in Bema. La croce richiama esempi già attestati nel X secolo in Germania e molto diffusi tra XI e XII secolo anche in Lombardia.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/40010-00260/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/40010-00260.jpg' alt='Crocifisso - Officina lombarda' title='Crocifisso - Officina lombarda' /></a></p>
<p class="b-caption"><em>(sec. XVI; lamina sbalzata di argento cesellato a bulino; altezza 116 cm)</em><br />
Croce astile proveniente dalla chiesa parrocchiale di San Martino in Castione Andevenno. Questa croce possiede il carattere fondamentale dell&#8217;arte lombarda tra la fine del Quattrocento e l&#8217;inizio del Cinquecento: la cura minuziosa dell&#8217;ornamentazione.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/40010-00259/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/40010-00259.jpg' alt='Crocifisso - Lierni Giovanni Pietro (attr.)' title='Crocifisso - Lierni Giovanni Pietro (attr.)' /></a></p>
<p class="b-caption"><em>(sec. XVI; lamina di rame dorato; altezza 73 cm)</em><br />
Croce astile proveniente dalla chiesa parrocchiale di Sant&#8217;Omobono in Carona, frazione di Teglio. La croce, per analisi stilistica, è attribuita all’orafo Giovanni Pietro Lierni e ricorda, quantunque assai più semplice e meno ricca di ornati, altri esempi della diocesi comasca.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/40010-00258/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/40010-00258.jpg' alt='Crocifisso - Officina lombarda' title='Crocifisso - Officina lombarda' /></a></p>
<p><em>(sec. XVIII; ottone argentato e dorato; altezza 125 cm)</em><br />
Croce astile proveniente anch&#8217;essa dalla chiesa parrocchiale di Sant&#8217;Omobono in Carona.</p>
<p>Le croci del Museo di Sondrio, di provenienza e proprietà ecclesiastica, fanno parte del Museo Diocesano di Arte Sacra di Como, sezione di Sondrio.</p>
<p><strong>Simbologia</strong><br />
La croce è il simbolo più importante per i cristiani, ed è ancora oggi comprensibile a tutti. Le croci con le braccia orizzontali più corte, come quelle qui illustrate, si dicono croci latine. <em>Croce astile</em> è la croce collocata su un&#8217;asta, presente fin dall&#8217;alto medioevo accanto all’altare. La croce viene onorata con l&#8217;inchino e l&#8217;incenso, nel Venerdì Santo con la genuflessione e il bacio; viene ornata con rami di ulivo nella domenica delle Palme.</p>
<p>Nei riti che prevedono la processione, la croce astile è portata da un chierico, che la regge diritta e ferma davanti alla propria persona, sollevata da terra. L&#8217;immagine del Crocifisso è rivolta verso il sacerdote che presiede il corteo, che la segue preceduto dai diaconi o dal popolo. La croce processionale è accompagnata, all&#8217;occorrenza, da candelieri accesi.</p>
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		<title>Disegni di scuola</title>
		<link>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1121/</link>
		<comments>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1121/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 13:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio Almini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Maria Cosway]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriel Georges François Defiennes]]></category>
		<category><![CDATA[litografia]]></category>
		<category><![CDATA[Lodi]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Hadfield Cosway]]></category>
		<category><![CDATA[stampe e incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[vernice molle]]></category>

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		<description><![CDATA[Una selezione di stampe tratte da un album scolastico francese dei primi anni dell'Ottocento, conservato presso la Fondazione Maria Cosway di Lodi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sezione Stampe e incisioni raccoglie un cospicuo numero di opere conservate nella <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/istituti/57/">Fondazione Maria Cosway</a> di Lodi.</p>
<p>Maria Hadfield (1760-1838), moglie del pittore Richard Cosway, fu una delle figure femminili più affascinanti della sua epoca: pittrice a sua volta, cantante e musicista, educatrice.<br />
Fondò a Lodi nel 1812 il Collegio della Beata Vergine delle Grazie, destinato all&#8217;educazione e all&#8217;istruzione delle fanciulle della nobiltà e dell&#8217;alta borghesia lombarda. </p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/5r010-00562/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/5r010-00562.jpg' alt='Green Valentine; Cosway Hadfield Maria - M.rs Cosway' title='Green Valentine; Cosway Hadfield Maria - M.rs Cosway' /></a><br />
Valentine Green (1739-1813), <em>Ritratto di Maria Cosway</em> (1801 ca.)</p>
<p>Le schede della Fondazione Cosway catalogate in Lombardia Beni Culturali offrono un&#8217;ampia possibilità di ricerca. Da un album scolastico dei primi anni dell&#8217;Ottocento &#8220;<em>PRINCIPES RAISONNES / DU PAYSAGE, / A L&#8217;USAGE DES ECOLES DES DEPARTEMENS / DE L&#8217;EMPIRE FRANCAIS, / DESSINES D&#8217;APRES NATURE</em>&#8221; sono ad esempio tratti alcuni raffinati alberi, disegnati da Gabriel Georges François Defiennes e incisi da diversi artisti tra cui Alphonse Léon Noel, Thérèse Eléonore Lingée, Philippe Lefèvre, Jacques Firmin Aze, Antoine Maxime Monsaldy.</p>
<h3>Litografie</h3>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/5r010-00230/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/5r010-00230.jpg' alt='Defiennes; Ling&eacute;e Th&eacute;r&egrave;se El&eacute;onore; Lef&egrave;vre Philippe - Bouleau' title='Defiennes; Ling&eacute;e Th&eacute;r&egrave;se El&eacute;onore; Lef&egrave;vre Philippe - Bouleau' /></a><br />
<em>Bouleau</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/5r010-00229/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/5r010-00229.jpg' alt='Defiennes; Noel Alphonse L&eacute;on - Hetre' title='Defiennes; Noel Alphonse L&eacute;on - Hetre' /></a><br />
<em>Hètre</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/5r010-00231/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/5r010-00231.jpg' alt='Defiennes; Ling&eacute;e Th&eacute;r&egrave;se El&eacute;onore; Lef&egrave;vre Philippe - Peuplier d&#39;Italie' title='Defiennes; Ling&eacute;e Th&eacute;r&egrave;se El&eacute;onore; Lef&egrave;vre Philippe - Peuplier d&#39;Italie' /></a><br />
<em>Peuplier d&#8217;Italie</em></p>
<h3>Vernici molli</h3>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/5r010-00673/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/5r010-00673.jpg' alt='Defiennes - Chataignier' title='Defiennes - Chataignier' /></a><br />
<em>Chataignier</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/5r010-00666/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/5r010-00666.jpg' alt='Defiennes; Leroy A. P. - Jeune Pino' title='Defiennes; Leroy A. P. - Jeune Pino' /></a><br />
<em>Jeune Pino</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/5r010-00665/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/5r010-00665.jpg' alt='Defiennes; Ling&eacute;e Th&eacute;r&egrave;se El&eacute;onore - Marronnier d&#39;Inde' title='Defiennes; Ling&eacute;e Th&eacute;r&egrave;se El&eacute;onore - Marronnier d&#39;Inde' /></a><br />
<em>Marronnier d&#8217;Inde</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/5r010-00674/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/5r010-00674.jpg' alt='Defiennes; Aze Jacques Firmin - Noyer' title='Defiennes; Aze Jacques Firmin - Noyer' /></a><br />
<em>Noyer</em></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/5r010-00668/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/5r010-00668.jpg' alt='Defiennes; Monsaldy Antoine Maxime - Saule Pleureur' title='Defiennes; Monsaldy Antoine Maxime - Saule Pleureur' /></a><br />
<em>Saule pleureur</em></p>
<p><strong>Litografia</strong><br />
&Egrave; un metodo di stampa piana che utilizza una pietra calcarea assai compatta, detta appunto &#8220;litografica&#8221;. La pietra viene trattata con una soluzione di gomma arabica e acido nitrico molto diluito: le zone rimaste libere dal disegno, precedentemente effettuato con una matita grassa, diventano repellenti ai grassi e ricettive all&#8217;acqua. La pietra viene quindi bagnata e inchiostrata a rullo: l&#8217;inchiostro si fissa sulla superficie esatta del disegno, trattenuto dalla matita grassa, mentre le zone bagnate rifiutano l&#8217;inchiostrazione.</p>
<p><strong>Vernice molle</strong><br />
Si tratta di una variante della tecnica dell&#8217;acquaforte, nella quale, invece di ricoprire la lastra di metallo con una vernice normale, si stende su di essa per mezzo di un pennello o di un rullo, a calore moderato, un impasto composto di vernice e sego. Questa tecnica è detta anche <em>maniera matita</em> o <em>maniera pastello</em>, poiché permette di predisporre una lastra in modo che dia nella stampa su carta un&#8217;immagine simile a quella che si ottiene disegnando.</p>
<p>Vedi anche il sito web della <a href="http://www.fondazionemariacosway.it">Fondazione Maria Cosway</a>.</p>
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		<title>Il cinema in fotografia</title>
		<link>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1127/</link>
		<comments>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1127/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 17:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Vertechy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Cineteca Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[fotografie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla scoperta del patrimonio fotografico della Fondazione Cineteca Italiana di Milano. Una selezione di immagini tratte dai fondi Lattuada e Brusati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alla scoperta del patrimonio fotografico della Fondazione Cineteca Italiana di Milano.</strong> Il patrimonio fotografico della Cineteca di Milano si costituisce a partire dal 1947 per volontà dei registi Alberto Lattuada e Luigi Comencini. Fino agli anni Settanta le case cinematografiche depositano direttamente i materiali fotografici presso la Fondazione, successivamente continue donazioni e acquisizioni di nuovi lotti ne accrescono la collezione.<br />
Si tratta di circa 100.000 oggetti, tra lastre su vetro, negativi, positivi, diapositive, fotocolor.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-6x010-0000048/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/IMM-6x010-0000048.jpg' alt='Scena del film Il padrone sono me - Regia Franco Brusati - 1955 - Attori non identificati alla stazione' title='Scena del film Il padrone sono me - Regia Franco Brusati - 1955 - Attori non identificati alla stazione' /></a></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-6x010-0001065/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/IMM-6x010-0001065.jpg' alt='Scena del film Il cappotto - Regia Alberto Lattuada - 1952 - Primo piano dell&#039;attore Renato Rascel intento a scrivere' title='Scena del film Il cappotto - Regia Alberto Lattuada - 1952 - Primo piano dell&#039;attore Renato Rascel intento a scrivere' /></a></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-6x010-0000685/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/IMM-6x010-0000685.jpg' alt='Scena del film La lupa - Regia Alberto Lattuada - 1953 - Primo piano dell&#039;attrice May Britt in lacrime' title='Scena del film La lupa - Regia Alberto Lattuada - 1953 - Primo piano dell&#039;attrice May Britt in lacrime' /></a></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-6x010-0001775/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/IMM-6x010-0001775.jpg' alt='Scena del film Don Giovanni in Sicilia - Regia Alberto Lattuada - 1967 - L&#039;attore Lando Buzzanca' title='Scena del film Don Giovanni in Sicilia - Regia Alberto Lattuada - 1967 - L&#039;attore Lando Buzzanca' /></a></p>
<p>La raccolta comprende immagini di film italiani e stranieri di tutte le epoche, ritratti di attori, attrici e registi, foto di scena e di set. Alcune fotografie sono testimonianze uniche di opere cinematografiche delle quali non esiste più la pellicola. Un esempio sono le fotografie scattate sul set del film &#8220;Sperduti nel buio&#8221;, opera girata da Roberto Bracco nel 1914.</p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-6x010-0002182/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/IMM-6x010-0002182.jpg' alt='Scena del film Lettere di una novizia - Regia Alberto Lattuada - 1960 - Primo piano dell&#039;attrice Pascale Petit in abito da suora' title='Scena del film Lettere di una novizia - Regia Alberto Lattuada - 1960 - Primo piano dell&#039;attrice Pascale Petit in abito da suora' /></a></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-6x010-0001692/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/IMM-6x010-0001692.jpg' alt='Scena del film Giacomo l&#039;idealista - Regia Alberto Lattuada - 1943 - L&#039;attrice Marina Berti e un&#039;attrice non identificata' title='Scena del film Giacomo l&#039;idealista - Regia Alberto Lattuada - 1943 - L&#039;attrice Marina Berti e un&#039;attrice non identificata' /></a></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-6x010-0000188/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/IMM-6x010-0000188.jpg' alt='Scena del film Tenderly - Regia Franco Brusati - 1968 - Primo piano dell&#039;attrice Virna Lisi' title='Scena del film Tenderly - Regia Franco Brusati - 1968 - Primo piano dell&#039;attrice Virna Lisi' /></a></p>
<p><a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-6x010-0000437/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/IMM-6x010-0000437.jpg' alt='Scena del film Lo zio indegno - Regia Franco Brusati - 1989 - Primo piano dell&#039;attore Giancarlo Giannini' title='Scena del film Lo zio indegno - Regia Franco Brusati - 1989 - Primo piano dell&#039;attore Giancarlo Giannini' /></a></p>
<p>La catalogazione del patrimonio della Fondazione è stata avviata nell&#8217;ambito del <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/sirbec/">Sistema Informativo Regionale Beni Culturali</a>, in particolare a partire dai fondi Lattuada e Brusati.</p>
<p>Consulta le <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/istituti/61/">schede realizzate</a> (2.500 fino ad ora).</p>
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		<title>Falci e martelli</title>
		<link>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1095/</link>
		<comments>http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/1095/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saverio Almini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[beni etnoantropologici]]></category>
		<category><![CDATA[Cavenago d'Adda]]></category>
		<category><![CDATA[falce]]></category>
		<category><![CDATA[martello]]></category>
		<category><![CDATA[Museo della Civiltà Contadina "Ciòca e berlòca"]]></category>

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		<description><![CDATA[A Cavenago d'Adda, nel Lodigiano, c'è il Museo della Civiltà Contadina "Ciòca e berlòca". Si mostra qui un saggio della varietà tipologica di falci e martelli ivi conservati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Cavenago d&#8217;Adda, nel Lodigiano, c&#8217;è il Museo della Civiltà Contadina &#8220;Ciòca e berlòca&#8221;. Circa la metà del suo vasto <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/istituti/69/">patrimonio di oggetti</a> è catalogata nel portale Lombardia Beni Culturali, sezione <a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/">Beni etnoantropologici</a>.</p>
<p>Si mostra qui un saggio della varietà tipologica che offrono due strumenti un tempo simbolo del lavoro manuale: la falce, per i lavori nei prati e nei campi, e il martello, per le attività artigianali. Di ciascun utensile si riporta anche la denominazione locale lodigiana confrontandola con quella milanese, e un cenno sull&#8217;utilizzo specifico.</p>
<h3>Attività agro-silvo-pastorali</h3>
<table class="thumbs">
<col style="width: 200px;" />
<col />
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO610-00285/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO610-00285.jpg' alt='Falce fienaia' title='Falce fienaia' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>fèr da prà</em> (lod.), <em>rànza</em> (mil.)</p>
<p><strong>falce fienaia</strong>: costituita da un sottile ferro, di forma trapezoidale-triangolare, tagliente sul bordo interno, innestato su un manico di legno lungo circa due metri da impugnare con entrambe le mani, con il quale si falcia l&#8217;erba da fieno.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO610-00263/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO610-00263.jpg' alt='Falce messoria' title='Falce messoria' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>m&#8217;ssüra</em> (lod.), <em>messora</em> (mil.)</p>
<p><strong>falce messoria</strong>: ferro ricurvo tagliente sul bordo interno, innestato su un corto manico di legno, con il quale si tagliano le messi (grani).</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO610-00258/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO610-00258.jpg' alt='Falcetto' title='Falcetto' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>seghìs </em> (lod.), <em>seghèzz</em> (mil.)</p>
<p><strong>falcetto</strong>: ferro ricurvo tagliente sul bordo interno, innestato su un corto manico di legno, usato tanto per falciare l&#8217;erba lungo i fossi quanto per tagliare il frumento.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO610-00302/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO610-00302.jpg' alt='Tagliafieno' title='Tagliafieno' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>màssa</em> (lod., mil.)</p>
<p><strong>tagliafieno</strong>: speciale attrezzo utilizzato per tranciare il quantitativo di fieno da distribuire giornalmente al bestiame.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO540-00707/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO540-00707.jpg' alt='Roncola' title='Roncola' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>sfòlcia</em> (lod.), <em>folc</em> (mil.)</p>
<p><strong>roncola</strong>: attrezzo per tagliare i rami delle piante e sfrondare arbusti, con il codolo ricoperto da un manico in legno o da strisce di cuoio.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO540-00693/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO540-00693.jpg' alt='Folcio' title='Folcio' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>folc</em> (lod., mil.)</p>
<p><strong>folcio</strong>: arnese per potare alberi e sfrondare rami.</p>
</td>
</tr>
</table>
<h3>Attività artigianali</h3>
<table class="thumbs">
<col style="width: 200px;" />
<col />
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO540-00489'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO540-00489.jpg' alt='Martello' title='Martello' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>martél</em> (lod.), <em>martèll</em> (mil.)</p>
<p><strong>martello</strong>: oggetto comune usato prevalentemente per conficcare chiodi di ferro nel legno, costituito da un ferro con bocca piana da una parte e penna dall&#8217;altra, con un manico di legno fissato nell&#8217;occhio.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO540-00782/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO540-00782.jpg' alt='Martello' title='Martello' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>martèll de menescalch</em> (mil.)</p>
<p><strong>martello</strong>: attrezzo da fabbro o maniscalco, a ferro triangolare con bocca piana e penna perpendicolare al manico di legno infisso nell&#8217;occhio, usato per modellare sull&#8217;incudine le verghe di ferro.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO540-01028/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO540-01028.jpg' alt='Martello' title='Martello' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>martèll de sciavattìn</em> (mil.)</p>
<p><strong>martello</strong>: usato nei lavori di calzoleria per inchiodare i tacchi e le suole delle calzature, con la penna si impronta il punto di fissaggio e con il battente si conficca il chiodo.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO540-00920/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO540-00920.jpg' alt='Mazzuolo' title='Mazzuolo' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>mazzoeula</em> (mil.)</p>
<p><strong>mazzuolo</strong>: usato nei lavori di falegnameria, per battere su scalpelli e arnesi d&#8217;intaglio o commettiture, formato da un toppo di legno forato per il traverso con infilata una bacchetta conica modellata a mano.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO610-00380/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO610-00380.jpg' alt='Mazza' title='Mazza' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>màsa d&#8217; lègn</em> (lod.), <em>màzza de lègn</em> (mil.)</p>
<p><strong>mazza</strong>: usata dai taglialegna per conficcare i cunei nei tronchi da spaccare.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td class="tb">
<a href='http://www.lombardiabeniculturali.it/beni-etnoantropologici/schede/LO610-00255/'><img src='http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/10/LO610-00255.jpg' alt='Martellina' title='Martellina' /></a>
</td>
<td class="txt">
<p><em>mart&#8217;lìna</em> (lod.), <em>martèll de praa</em> (mil.)</p>
<p><strong>martellina</strong>: attrezzo con il quale si ribatte il filo a falci e falcetti.</p>
</td>
</tr>
</table>
<p>Vedi anche il sito web del <a href="http://www.museilodi.it/aree%20naturalistiche/museo%20civilta%20contadina/museo%20civilta%20contadina.html">Museo della Civiltà Contadina &#8220;Ciòca e berlòca&#8221;</a> di Cavenago d&#8217;Adda.</p>
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		<title>Ville storiche in Lombardia: percorsi di valorizzazione</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 23:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Codex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[ville]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 novembre 2009 si terrà a Cesano Maderno un convegno sui progetti promossi da Regione Lombardia per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio delle Ville Gentilizie lombarde.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="event" border="0">
<col style="width: 6em;"></col>
<col></col>
<tbody>
<tr>
<td><strong>Dove:</strong></td>
<td>Villa Arese Borromeo &#8211; Sala Aurora<br />
Piazza Arese, 12<br />
Cesano Maderno</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Quando:</strong></td>
<td>Giovedì 26 novembre 2009, ore 9.30-13.00</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>ll Convegno intende essere un momento di comunicazione e di informazione dei progetti messi in campo dalla Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio delle Ville Gentilizie lombarde, nelle aree del Nord-Milano, della Brianza e del Lago di Como.</p>
<p>I lavori saranno l&#8217;occasione di un confronto sul modello di organizzazione e valorizzazione in rete di questo patrimonio che è alla base del progetto <em>Il sistema integrato di gestione delle Ville del Nord-Milano</em> promosso da Regione Lombardia e realizzato in partenariato tra Provincia di Monza e Brianza, Provincia di Milano, i soggetti proprietari delle Ville coinvolte, i Comuni di Cesano Maderno, di Bollate, di Desio e di Lainate. Il progetto ha ricevuto un cofinaziamento da Fondazione Cariplo sul Bando <em>Valorizzare i beni culturali attraverso la gestione integrata dei beni</em>.</p>
<p>In occasione del Convegno sarà distribuito il volume <em>Il sistema integrato di organizzazione e valorizzazione delle Ville Gentilizie del Nord-Milano</em> ed. Guerini, esito della ricerca promossa da DG Culture, Identità e Autonomie e realizzata da IReR con la consulenza di A. Hinna &#8220;Sperimentazione di un servizio di consulenza in tema di gestione e valorizzazione ai proprietari dei beni &#8211; Il caso delle Ville Storiche del Nord Milanese&#8221;. Sarà inoltre presentato in anteprima il volume <em>Beni culturali e Sviluppo del territorio. Le ville storiche del milanese</em> edito da PIM &#8211; Centro Studi per la Programmazione Intercomunale dell&#8217;Area Metropolitana.</p>
<p>Per esigenze organizzative è richiesta la conferma della partecipazione al convegno a: <a href="mailto:convegni@irer.it">convegni@irer.it</a></p>
<p>Scarica il <a href="http://blog.lombardiabeniculturali.it/up/2009/11/20091126-ville-gentilizie.pdf">programma completo</a> del convegno (PDF, 770 Kb).</p>
<p style="text-align: center;">*  *  *</p>
<p>Per approfondimento si vedano i percorsi tematici pubblicati all&#8217;interno del portale:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/percorsi/ville-milano/">Ville gentilizie nell&#8217;Alto Milanese</a></li>
<li><a href="http://www.lombardiabeniculturali.it/percorsi/ville-como/">Ville storiche sul lago di Como</a></li>
</ul>
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